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S.O.S. Mozambico

La peggiore calamità naturale degli ultimi vent’anni in Africa. Così è stata definita dalle principali organizzazioni sociosanitarie e umanitarie la devastazione portata dal ciclone tropicale Idai che nella notte tra il 14 e il 15 marzo si è abbattuto in Mozambico, lasciando enormi danni, uccidendo più di 750 persone e ferendone oltre 1.600. Più di 100 mila case sono state spazzate via e più di mezzo milione di ettari di terra coltivabile è andato distrutto. A peggiorare le cose, anche l’epidemia di colera che ha fatto registrare oltre 3.500 casi.

Circa il 90% della città di Beira, dove si trova la nostra nuova filiale di Pescanova in Mozambico, è stata distrutta dal ciclone Idai. La situazione nella zona è drammatica, con migliaia di persone intrappolate nelle zone più colpite. Fortunatamente, tutti i colleghi del Gruppo nel paese sono sopravvissuti alla catastrofe.

Fin dall’inizio, la nostra filiale in Mozambico è diventata centro di assistenza per i cittadini e punto di informazione per spagnoli ed europei. Grazie al nostro telefono satellitare, siamo riusciti a metterci in contatto con l’ambasciata spagnola a Maputo, dal momento che ogni tipo di comunicazione è stata interrotta per più di 6 giorni.

Allo stesso modo, due navi della nostra flotta hanno collaborato con la Marina Indiana per evacuare le persone intrappolate nel letto del fiume Buzi, riuscendo a portarne in salvo a Beira più di 150, fra cui molti bambini.

In Europa, la capo gruppo spagnola ha aperto un conto bancario, sotto il nome di SOS MOZAMBIQUE, per raccogliere le donazioni dei dipendenti di tutte le commerciali del gruppo che volontariamente hanno desiderato collaborare.

Il ricavato è stato interamente destinato a coprire il lavoro di assistenza ai soccorsi e alle necessità primarie della popolazione di Beira in questa situazione di calamità: coperte, acqua potabile, cibo, ecc.

Un ringraziamento speciale dal team di Pescanova Italia va a Lucas Lorenzo e alla sua squadra per tutto il lavoro svolto e che stanno svolgendo in Mozambico e soprattutto per la loro grande umanità.

 

Bologna, 19 Aprile 2019